Volontariato
Mariagrazia al Deepanivas
Ultimo aggiornamento Sabato 25 Aprile 2009 11:43 Lunedì 23 Marzo 2009 23:13
Da diverso tempo (anni) meditavo sulla possibilità di fare un’ esperienza di volontariato e finalmente a dicembre scorso sono riuscita a realizzarla. Sono quelle cose che ti porti dentro, che a volte vengono messe in secondo piano da altri impegni che la vita ti propone, ma che se appartengono al cuore sono sempre li, ed ogni tanto si fanno sentire. Finalmente! A settembre prendo contatti con Serena, la incontriamo e subito ci coinvolge con il suo entusiasmo e sentito impegno in questa avventura di volontariato al Deepanivas. Fatti i biglietti… si vola!!Io (Maria Grazia) arrivo il 24 di dicembre insieme ad altre due volontarie di Quarrata (Rossana e Francesca) mentre Alberto ci raggiunge il 31 successivo.
Appena arrivati al Deepanivas i bambini ci accolgono con quei sorrisi che sembrano non abbandonare mai i loro visi.. felici di avere nuovi ospiti a cui mostrare con orgoglio il presepe tutto colorato che hanno costruito!Nel pomeriggio del 24 ripartiamo però subito alla volta di Kottapalli dove incontriamo padre Balaswamy per festeggiare il santo Natale e dove Rossana e Francesca incontrano il bambino che aiutano a proseguire gli studi. Nei giorni successivi abbiamo l’opportunità di visitare Battiprolu e Yesupuram dove sono presenti due dispensari gestiti da religiose che si prendono cura degli abitanti dei villaggi vicini, oltre ad essere importanti centri per dare aiuto e accoglienza alle (spesso giovani) partorienti.Devo confessare che i primi giorni sono stati per me un po’ duri, come già Serena aveva prospettato… l’impatto è forte nei sapori, odori, immagini che l’India propone… vedere bambini scalzi per strada a chiedere elemosina, le capanne in cui vivono, spesso fatte di foglie o pannelli di polistirolo e dove condividono il poco spazio con il resto della famiglia, genitori che ti offrono le loro bambine di pochi mesi perché sanno che avranno un futuro migliore di quello che loro possono offrire. In certi momenti ho pensato che avrei preferito essere altrove…
Dopo un breve passaggio al Deepanivas,e il tempo per fare un po’ di bucato, siamo poi ripartiti per Ongole, dove abbiamo incontrato il responsabile dell’Associazione locale N’Seeds , inaugurato i laboratori di scienze e la biblioteca che l’associazione Mano nella Mano ha aiutato a realizzare per la Good Shepherd English Medium School e dove verrà realizzato il prossimo progetto per fornire di banchi e sedie le aule dove circa 300 bambini dei quartieri poveri studiano. Anche qui in occasione della nostra visita i bambini della scuola ci hanno fatto gioire con i loro balletti e scenette recitate per noi… ci siamo seduti con loro e goduti lo spettacolo!IO e Alberto (che è un medico) abbiamo poi trascorso altri tre giorni ai villaggi di Chillakallu e Vachavai dove padre Prashad (Responsabile del Social Service Center di Vijayawada) aveva organizzato una sorta di campo medico per dare la possibilità a persone che arrivavano dai villaggi poveri della zona (e che probabilmente non avrebbero mai avuto l’occasione) di essere visitati. Quanta gente!! Non vi dico il numero… ma tanta veramente. Per fortuna la maggior parte con problemi non gravi, legati allo stile di vita o attività lavorativa (dolori articolari) o non uso di norme igieniche (parassitosi)… alcuni con patologie più gravi e da approfondire.In ciò hanno giocato un ruolo indispensabile alcune suore (anche infermiere) che con il loro prezioso aiuto hanno reso possibile il lavoro di Alberto.Per il resto del tempo siamo stati al Deepanivas, con i ragazzi che stavano rientrando dalle vacanze di Natale, come chi le aveva trascorse fuori con i familiari o parenti.
Qui avevamo le nostre camerette e la zona cucina dove poterci fare un caffè, consumare i buonissimi piatti che le cuoche preparavano per noi, facendo attenzione a non esagerare troppo con le spezie, dove ci ritrovavamo per condividere le nostre impressioni, sensazioni, emozioni, perplessità… E poi c’è il tempo che abbiamo passato con loro, i circa 60 tra bambini e ragazzi ospitati nella struttura, che ci hanno resi partecipi dei loro giochi, alcuni inventati con pezzi di legno o altro che trovavano in giro, del loro andare a scuola orgogliosi di essere accompagnati da noi volontari, delle loro preghiere recitate in alcuni momenti della giornata o dei loro balletti (veramente meravigliosi)organizzati per salutarci. Ho sentito che a loro non importava se sapevamo giocare bene a pallone, o a cricket o correre forte… ma richiedevano la nostra presenza, l’essere con loro soprattutto con il cuore, rispondere ai loro sorrisi in maniera sincera, perché i bambini non mentono. Alcune volte mi è successo di essere immersa nei miei pensieri o di preoccuparmi per come organizzare la giornata ma loro semplicemente con “Hallo! Goodmorning Maria Grazia” cancellavano magicamente pensieri e preoccupazioni richiamandomi a loro.La serenità d’animo che traspare dai loro occhi come da quelli di tante persone che ho incontrato o conosciuto, nonostante le condizioni di povertà materiale in cui vivono o le situazioni familiari da cui alcuni bambini sono fuggiti porta a riflettere su cosa davvero dà valore alla vita.
E’ stata un’esperienza veramente importante per me e per chi l’ha condivisa con me, che ha segnato in maniera indelebile il nostro cuore e che speriamo di ripetere presto.
Dimenticavo… pochi giorni prima della nostra partenza è arrivato un nuovo cucciolo al Deepanivas, stavolta a 4 zampe e che, come tutti i cuccioli che si trovano lì, è stato subito accolto amorevolmente!Infine voglio ringraziare Serena che mi ha dato la possibilità di realizzare un desiderio, tutto il personale del Deepanivas che si è preso cura di noi, le persone e i bambini che senza chiedere nulla in cambio mi hanno donato la gioia del cuore, Alberto, Francesca e Rossana con cui ho condiviso questa avventura….CIAO!!!!


